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Mamertini
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I mwawMamertini (mwbain greco antico Μαμερτῖνοιmwbq?), cioè "figli di mwbgMamerte" o mwbwMamers (il dio mwcaosco della guerra, che corrispondeva al latino mwcqMarte), erano soldati mwcgmercenari, famosi soprattutto per aver giocato un ruolo di primo piano nello scoppio della mwcwPrima guerra punicacite-ref-treccani-1-0[1].
Erano in origine mercenari di mweqAgatocle. Privi di occupazione, presero Messina a tradimento e si diedero alle scorribande. Sconfitti da mwegPirro durante la sua spedizione in Sicilia (278-276 a.C.) e poi ancora da mwewGerone II presso il fiume Longano (269 o 265 a.C.), i Mamertini, asserragliati a Messina, chiesero soccorso ai Cartaginesi, poi invece ai Romani (264 a.C.). La decisione di Roma di intervenire in loro favore determinò lo scoppio della Prima guerra punica.cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
I Mamertini erano d'origine mwgwcampana e vennero arruolati tra la fine del mwhaIV e gli inizi del mwhqIII secolo a.C. da mwhgAgatocle, mwhwtiranno di Siracusacite-ref-treccani-1-1[1]. Alla morte di quest'ultimo, nel mwja289 a.C., la maggior parte dei Mamertini, rimasti senza lavoro, tornarono in patria, mentre altri rimasero sull'isola. Alcuni di loro s'impadronirono a tradimento della città di mwjqMessina, ubicata sullo mwjgstretto, in una posizione di grande importanza strategicacite-ref-treccani-1-2[1]. Dopo di che assunsero il nome di Mamertini e la stessa Messina prese il nome di Mamertina.
Il loro dominio, a lungo protetto da Roma, durò oltre vent'anni, durante i quali trasformarono Messina da centro agricolo e commerciale a base per le loro scorrerie mwlapiratesche, sia sul mare sia sulla terraferma.
Siracusa si rivolse a mwlgPirro, re dell'mwlwEpiro, affinché la liberasse dai mwmaCartaginesi, che nel frattempo approfittavano dell'instabilità politica nella città aretusea e della discordia fra le mwmqpoleis siceliote. Fu nel 278 a.C. che il condottiero epirota sbarcò sull'isola dall'Italia, dove si trovava già da due anni, chiamato da Taranto, disperata dall'avanzare dell'influenza romana sulla penisola.
Il re dei mwmwMolossi si impose su tutta l'isola tranne Lilibeo, ma la sua condotta incontrò la disapprovazione dei mwnaSicelioti e così, per far fronte alle difficoltà strategiche e logistiche, dovette ritornare sul continente (autunno del mwnq276 a.C.), dove venne poi sconfitto dai Romani nella mwngBattaglia di Benevento (mwnw275 a.C.).
I Mamertini in seguito rivolsero la propria attenzione alla città di mwoqSiracusa. Nel mwog270 a.C. lo stratega siracusano mwowIerone li sconfisse in battaglia sulle sponde del torrente Longano (o Longane), nei pressi dell'attuale mwpaBarcellona Pozzo di Gotto. Si narra che il condottiero mamertino Kio (noto anche come Cio o Cione), consultando gli indovini prima della battaglia venne a sapere che avrebbe passato la notte nel campo nemico: la risposta fu presa come buon auspicio.
La battaglia volse al peggio e Kio stesso cadde nelle mani dei vincitori, fu portato davanti a Ierone che comandò di avere cura di lui. Dopo di che Ierone si preparò ad assediare Messina (mwpg265 a.C.). A questo punto i Mamertini chiesero l'aiuto di mwpwCartagine, che occupò il porto della cittàcite-ref-treccani-1-3[1]. I Siracusani si ritiraronocite-ref-treccani-1-4[1]. Ma i Mamertini, che volevano scrollarsi di dosso l'ingombrante presenza cartaginese, chiesero aiuto a mwsaRoma, facendo leva sulla comune origine mwsqitalica e sulla discendenza di entrambi i popoli da Martecite-ref-treccani-1-5[1]. La decisione sull'intervento fu molto discussa a Roma, perché avrebbe significato la guerra contro i Cartaginesi e perché l'idea di aiutare dei soldati che avevano ingiustamente strappato via una città dai legittimi possessori, divenendo poi dei briganti, era mal vista (anche perché poco prima era stata invece soppressa una guarnigione che aveva usurpato con la forza il comando di mwtgReggio).
Tuttavia, in favore dei Mamertini intervenne mwuaAppio Claudio Caudice e a Roma si decise di accogliere la richiesta, probabilmente su incitazione popolarecite-ref-treccani-1-6[1]. È assai dubbio che la motivazione fosse evitare che l'espansione cartaginese si avvicinasse troppo all'Italia, visto che in quel periodo i Cartaginesi non minacciavano affatto la penisola. Nel mwvq264 a.C. scoppiò, ad ogni modo, quella che sarebbe divenuta in seguito la mwvgprima guerra punicacite-ref-treccani-1-7[1].
Di fronte all'intervento romano, Siracusa si alleò inizialmente a Cartaginecite-ref-treccani-1-8[1]. Ierone II, però, cambiò presto fronte.
I Mamertini non vennero più ricordati dalle fonti storiche e il loro destino si perse nei più imponenti eventi delle guerre punichecite-ref-treccani-1-9[1].
Il termine "mamertino" però non venne perso, dato che anche alcuni secoli dopo gli abitanti di Messina venivano chiamati "Mamertini" e che alcuni prodotti con questo nome rimasero famosi a lungo, come il mwzgvino mamertino, che era apprezzato anche da mwzwGaio Giulio Cesare. Infine, anche a livello toponomastico, ancora oggi in provincia di Messina esiste il comune di mwaaGalati Mamertino e in provincia di Reggio Calabria, il comune di mwaqOppido Mamertina, successivo all'antico insediamento distrutto dal terremoto del 1783 di mwagOppido Vecchia.
Note
cite-note-treccani-11. ↑ citereftreccani-mamertini-enciclopedia-italianamwgwGiulio Giannelli, mwhamwhqMAMERTINI, in mwhgmwhwEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
cite-note-22. ↑ citereftreccani-mamertini-dizionario-di-storiamwiwmwjaMamertini, in mwjqDizionario di storia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
Bibliografia
• mwkqMaria Amalia Mastelloni, “Messana” e i Mamertini, in Francesca Ghedini, Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto e Federica Rinaldi (a cura di), Lo Stretto di Messina nell’antichità, Padova, Quasar, 2005, pp. 275-292, SBN PUV1053274.
• citereftreccaniGiulio Giannelli, Mamertini, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934. URL consultato il 10 settembre 2015.
Voci correlate
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiamamertini, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itMamertini, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Mamertini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.